Lotteria scontrini, l’avvio rimandato al 1°novembre

La lotteria degli scontrini contro l'evasione fiscale è rimandata di nove mesi: doveva partire il 1° marzo

Falsa partenza per la lotteria degli scontrini, o meglio, avvio rimandato al 1° novembre: con il decreto Milleproroghe l’iniziativa per contrastare l’evasione fiscale in Italia viene posticipata di nove mesi rispetto alla data precedentemente fissata per l’inizio della sperimentazione.

L’estrazione con premio doveva partire già dal 1° marzo 2017 secondo gli obiettivi che il governo Renzi si era prefissato con l’approvazione della Legge di Bilancio 2017. Invece, nulla di fatto, tutto rimandato: se ne riparla a novembre, sperando che la data non venga ulteriormente procrastinata. Questo rinvio di nove mesi, però, riguarda unicamente la lotteria degli scontrini per chi effettua pagamenti con bancomat o carta di credito, mentre per gli acquisti in contanti si partirebbe dal 1° gennaio 2018.

Basterà un’iniziativa con il nome di lotteria per incentivare gli Italiani a limitare l’evasione delle tasse? L’idea non è nuova ed è già stata sperimentata anche in altri paesi: un esempio virtuoso è il Portogallo, dove la sperimentazione della lotteria degli scontrini fiscali ha avuto un aumento della dichiarazione del gettito dell’8,7%. Il premio? In questo caso i cittadini vincitori hanno ricevuto un auto di lusso.

Come funziona la lotteria? Al momento dell’acquisto il cliente dovrà comunicare all’esercente il proprio codice fiscale, che verrà poi trasmesso in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Si riceve un codice che equivale al “biglietto della lotteria”, che potrà essere estratto una volta al mese:  anche per i negozianti ci saranno dei vantaggi per ogni scontrino vincitore effettuato nel proprio esercizio. Per i premi, ancora non si dono notizie dettagliate, ma si parla di beni di lusso o denaro.

Secondo il viceministro dell’Economia Luigi Cesareo, la lotteria degli scontrini dovrebbe incentivare i cittadini a richiedere sempre il tagliando d’acquisto, come succede in farmacia, e i venditori a battere a cassa tutte le vendite. Non si può prevedere l’esito di questa proposta della manovra ministeriale, ma ci sono buone probabilità di riuscita: a quanto pare il popolo italiano spende in giochi più o meno la stessa cifra che deve sborsare per la spesa familiare, ovvero il 4,4% del prodotto interno lordo.

Italiani poeti, sognatori e viaggiatori? Storicamente sì, ma viste le esperienze contemporanee potremmo aggiungere anche popolo di giocatori seriali. Ben venga questa caratteristica, però, se potremo cancellare definitivamente quella di “evasori fiscali”: in Europa, infatti, indossiamo la “maglia nera” nel rapporto tra nero e Pil.

Lotteria scontrini, l’avvio rimandato al 1°novembre
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