L’intelligenza artificiale farà strage di avvocati

(Teleborsa) – L’intelligenza artificiale sarà il “killer” di avvocati e consulenti legali. E’ questa la profezia di un “delitto figurato” di professioni degno dei migliori gialli di Agatha Christie e già da ora “l’omicida”, silente, si sta intrufolando nel mondo giuridico e sta iniziando una strage di posti di lavoro, le vittime sono quelle figure professionali di secondo livello presenti in tutti gli studi legali, notarili e negli uffici di commercialista.

Insomma si sta preparando la “sostituzione” di tutti quegli operatori che rappresentano il “braccio armato” della professione, quei giovani avvocati che si occupavano fattivamente di attività necessarie al management quali il reperimento delle fonti, l’interpretazione di norme ed il controllo della loro applicabilità. La cosa sta accadendo in maniera sommessa, quasi furtiva, nessuno ne parla e chi ne fa parte osserva la massima segretezza che, in relazione all’ambiente nel quale tutto ciò avviene, ammanta il fatto di sospetto ed intrigo.

Stiamo parlando di Ross, il primo “avvocato digitale”. Inventato da due giovani informatici di San Francisco, è già da un anno che Ross “lavora” in alcuni grandi studi legali americani e presto arriverà in Italia presso un noto studio milanese. Quali sono le “meraviglie” che offre Ross? In uno studio legale, la soluzione di un complesso caso necessita di cinque o sei avvocati che in decine di giorni di lavoro leggono migliaia di pagine con decine di migliaia di sentenze e norme legali.

Ross fa tutto questo in maniera immediata. E’ sufficiente formulare al software una domanda nella forma usuale per gli avvocati e subito è restituita la soluzione frutto dell’elaborazione di milioni di dispositivi di legge, casi giudiziari e delibere. Non solo, Ross recepisce i contenuti, le nuove leggi, i nuovi provvedimenti giurisdizionali e quant’altro sia prodotto in ambito giuridico, se necessario lo correla con quanto ha già “imparato” e predispone mail informative sulle novità della giurisprudenza. Il costo? Meno di uno stagista, anzi, secondo i parametri USA, Ross costa al mese quando un avvocato statunitense guadagna all’ora. Porte chiuse, quindi, alla professione, per migliaia di neo laureati.

C’è poi l’italano Emil Stefanutti, CEO e co-fondatore di Contract Room, che ha creato un software che sostituisce decine e decine di persone che si occupano della stesura di contratti. Il sistema si avvale di uno sterminato database di documenti e norme giuridiche che gli consentono di analizzare una qualsiasi proposta contrattuale, di vagliarne i contenuti e le incongruenze, di giudicare se è conforme alle esigenze del contraente e di ottimizzarla. Man mano che l’applicazione viene utilizzata, essa incorpora sempre più casi nuovi aumentando il proprio “known how” ed affinando le sue “capacità di giudizio” al fine di rendersi sempre più perfetto e confacente alle esigenze dei clienti. In questa maniera è possibile sostituire una pletora di analisti, esperti consulenti, periti, avvocati che ruotano, pinguemente pagati, attorno alla stesura di contratti tra grandi società.

Questo futuro, per certi casi esaltante, per altri sconfortante, non ammette deroghe perché è già diventato “presente”, e tentare di opporsi è donchisciottesco perché ora non sono i mulini a vento ad essere scambiati per giganti, ma i bit.

L’intelligenza artificiale farà strage di avvocati
L’intelligenza artificiale farà strage di avvocati