L’inflazione UE fa da antipasto alla riunione della BCE

(Teleborsa)

La settimana che si è da poco avviata sarà dominata senza dubbio dall’attesa per l’appuntamento di giovedì prossimo, quando la BCE annuncerà la sua decisione sui tassi di interesse. Il mercato continua a scommettere su un nulla di fatto e, attende piuttosto indicazioni dal Presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, sulle future mosse di politica monetaria.

Nel frattempo, sembrano prendere sempre più corpo le ipotesi ventilate nelle settimane scorse, di futuri allentamenti del programma di acquisti asset in corso,  nonostante le smentite da parte dell’Eurotower e dal suo banchiere. Il programma dovrebbe terminare a marzo del 2017 e in precedenza si era parlato di una proroga.

Intanto la Banca Centrale Europea, adotterà ancora una volta un approccio attendista, rimandando verosimilmente a dicembre la decisione di considerare una eventuale proroga.

Sullo sfondo ci sono, poi, eventi importanti e imminenti, come le elezioni in USA e il referendum costituzionale in Italia, motivi per cui la Banca di Francoforte non vorrà creare turbolenze.

A fare da antipasto al consiglio direttorio di giovedì sono stati i numeri sui prezzi al consumo dell’Eurozona, ancora ben lontani dal target del 2% fissato dalla BCE, nonostante il Quantitative easing e le altre misure dispiegate ormai da tempo.

Migliora comunque la dinamica inflazionistica e l’Eurozona comincia a vedere un po’ di inflazione. L’Eurostat ha rilevato che i prezzi hanno registrato una ripresa, nel mese di settembre, vantando una crescita dello 0,4% rispetto a un anno prima e, in accelerazione rispetto al +0,2% di agosto. A settembre 2015, il dato era negativo (-0,1%).

Un trend ascendente, dunque, anche se ancora lontano dall’obiettivo dichiarato dalla BCE.

L’inflazione UE fa da antipasto alla riunione della BCE
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