Lavoro, cresce l’occupazione ma restano ancora alcune criticità

(Teleborsa) – Il mercato del lavoro mostra timidi segnali di recupero, sia sul fronte dell’occupazione che su quello della disoccupazione: secondo l’Istat sono stati creati 36 mila posti di lavoro (+0,2% su mese), con un tasso di disoccupazione sceso all’11,2% (-0,2 punti percentuali) e quello giovanile al 35,1% (-0,2 punti).

Numeri accolti con un certo ottimismo dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, il quale sottolinea la tendenza positiva del mercato del lavoro anche nel medio-lungo periodo (+375.000 occupati nell’ultimo anno, +978.000 da febbraio 2014, dei quali 565.000 permanenti).

“Il miglioramento dell’occupazione accompagna la crescita dell’economia”, ricorda il ministro, notando però che resta troppo alta la disoccupazione giovanile per la quale conferma l’arrivo di “misure specifiche nella prossima legge di bilancio”.

“Speriamo che la Legge di Stabilità possa irrobustire la crescita e gli investimenti pubblici e privati, mettendo soprattutto in relazione il percorso di formazione dei giovani con i bisogni e le richieste delle aziende”, replica la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, mettendo l’accento anche sul ruolo dell’apprendistato e dell’alternanza scuola-lavoro e sulle politiche attive del lavoro per accompagnare le lavoratrici ed i lavoratori che perdono il posto verso una nuova occupazione.

“Accanto ad industria 4.0 dobbiamo inserire lavoro 4.0 e quindi dotare ogni lavoratore ed ogni lavoratrice di quelle conoscenze indispensabili per essere protagonisti della quarta rivoluzione industriale”, dice la sindacalista, ricordando anche che ci sono molti nodi da risolvere, inclusa “la futura previdenza” dei giovani, la perequazione delle attuali pensioni ed il meccanismo dell’aspettativa di vita.

Più caute le imprese, che mettono in luce il persistere di alcune criticità. Secondo  l’associazione dei commercianti Confcommercio, il dato positivo riporta il mercato del lavoro sui livelli di inizio 2008, ma non mancano elementi di criticità legati al gran numero di persone in cerca di occupazione (oltre 2,9 milioni) ed alle difficoltà della fascia 35-49 anni e fra gli indipendenti. “Per il rilancio della domanda interna è fondamentale che il miglioramento del mercato del lavoro cominci ad incidere in misura significativa anche su questi segmenti”, sottolinea.

Anche fra gli esperti prevale la prudenza. Le stime dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo indicano “una disoccupazione stabilmente sotto l’11% solo a 2018 inoltrato”. Pur con molti elementi positivi quali l’aumento del tasso di attività ed occupazione e la crescita delle intenzioni di assunzione delle imprese, “una nota di cautela viene dal fatto che la nuova occupazione creata ad agosto è interamente temporanea, presumibilmente trainata dal turismo”, sottolinea il senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa, Paolo Mameli, commentando i dati.

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