Italia a rischio commissariamento. Attesa la risposta dall’UE, ma ci vorrà tempo…

(Teleborsa) – Dopo il niet di Padoan ad una manovra aggiuntiva la palla passa alla Commissione Europea. Bruxelles infatti, si trova ora a dover decidere cosa fare sul dossier Italia: concedere altra flessibilità oppure avviare la procedura d’infrazione per deficit eccessivo?

Bruxelles fa sapere che la risposta non sarà immediata e che ci vorrà un po’ di tempo per valutare i due documenti inviati da Roma, con la risposta del Ministro Padoan alle richieste dell’UE di correzione dei conti pubblici. Lo ha confermato la portavoce della Commissione europea, Annika Breidthardt, nella conferenza stampa di metà giornata. Nel frattempo, fonti della Commissione chiariscono qual è il clima a Bruxelles, sottolineando che dall’Italia “ci saremmo aspettati risposte più dettagliate”.

Fermo il ministro Padoan, che con un tweet ribadisce la posizione del governo italiano: “Nessuna manovra estemporanea: riduciamo il debito nel nostro interesse con una strategia che protegge la crescita”. Il numero uno del dicastero di via XX Settembre aveva già chiarito in precedenza che “una procedura di infrazione sarebbe un grosso problema per l’Italia in termini di reputazione che in questo periodo recente ha rafforzato e costruito, sarebbe una inversione a U rispetto a tutto quello che è stato fatto finora”.

I commissari europei Moscovici e Dombrovskis speravano di poter risolvere la questione con quella lettera inviata a Padoan, nella quale chiedevano a Roma una correzione dei conti da 3,4 miliardi di euro.

L’Italia, invece, ha continuato a difendere la sua posizione, dichiarando che i conti pubblici italiani sono finiti sotto pressione anche a causa del terremoto e dei migranti. “L’afflusso di migranti e i recenti severi eventi sismici stanno comportando significative e inaspettate pressioni sul bilancio. Un ulteriore sforzo deriva dai più recenti eventi dove, una drammatica e severa sequenza di terremoti, unita a eccezionali condizioni di maltempo stanno rendendo considerevole lo sforzo di assicurare i bisogni delle popolazioni fortemente colpite”, ha scritto il titolare del dicastero di Via XX settembre a Roma in risposta ai commissari UE. “Al momento non possiamo pienamente valutare l’impatto dei recenti eventi sismici sulle finanze pubbliche ma probabilmente andrà oltre un miliardo di euro già nel 2017”.

Un appello arriva anche dal Premier Paolo Gentiloni, che spera che l’Unione Europea non sia “sorda e cieca di fronte alle circostanze eccezionali” affrontate dall’Italia.

Tuttavia, il nuovo presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera, ribadisce che “in una famiglia le regole vanno rispettate. Certo che bisogna risanare i conti pubblici e questo è vero sia in Italia che in altri Paesi. Ma flessibilità e crescita non devono essere una scusa per non farlo”. “La questione non va drammatizzata, occorrono impegni seri. Che l’Italia abbia bisogno di riforme è un fatto. Il terremoto è una grave emergenza, 800 scosse in 12 ore sono un evento straordinario, ma non c’entra nulla con le riforme che riguardano qualsiasi governo: giustizia, fisco, pubblica amministrazione. Non si può più tirare a campare, perché questo indebolisce sia noi che tutta l’Europa”. In tutto questo Tajani auspica che “non ci sia procedura d’infrazione” per l’Italia, avvertendo però che il confronto “non può essere su chi ha ragione e chi ha torto”.

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