Inflazione, incertezza e tendenza al rallentamento sui consumi

(Teleborsa) – Era ampiamente atteso l’ulteriore ridimensionamento dell’inflazione in luglio in ragione del rientro delle tensioni sugli alimentari non lavorati e sull’area energetica che avevano portato la variazione dei prezzi quasi al 2% nei primi mesi dell’anno. Questo processo spiega la convergenza dell’inflazione complessiva e della componente di fondo, entrambe attorno all’1%”. E’ il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio al dato Istat di oggi sui prezzi al consumo che si sono mostrati in frenata su base tendenziale. 

“Queste dinamiche, seppure in linea con la sostanziale stabilità che si registra nel complesso della UE marcano – sottolinea la nota – uno scarto inflazionistico tra l’Italia e Germania pari a circa mezzo punto percentuale a nostro sfavore, testimonianza che una frazione non indifferente della moderazione inflazionistica in Italia e’ dovuta a una certa debolezza dei consumi, prevalentemente semidurevoli e non durevoli”.

A commentare i dati sui prezzi anche Confesercenti  che spiega che mentre sul fronte lavoro “qualcosa si muove, la ripresa del mercato interno non prende forza. Ancora una volta dalle rilevazioni Istat arrivano segnali contrastanti: da un lato prosegue – seppure lentamente – il rafforzamento dell’occupazione e dell’industria; mentre i dati sull’inflazione, che a luglio frena per il terzo mese consecutivo, ci restituiscono ancora una volta un quadro dei consumi caratterizzato dall’incertezza”. Cosi’ l’Ufficio Economico Confesercenti che spiega: “dopo la fiammata dei prezzi di inizio anno, dovuta principalmente ad energetici e fattori stagionali, la dinamica dell’inflazione è tornata infatti in questi mesi ad assestarsi su ritmi più contenuti. Quasi tutte le voci che avevano contribuito all’aumento dell’indice registrato nel primo trimestre, infatti, sono in rallentamento: i beni alimentari segnano a luglio un +1,3% dopo l’8,8% di febbraio, mentre gli energetici non regolamentati – che a febbraio e marzo avevano registrato picchi del +12% e +11% – questo mese si assestano su una crescita del +2,1%. Al netto di queste due voci, l’inflazione di fondo scende di un decimo di punto percentuale allo 0,8%, segno di una domanda interna che fatica a consolidarsi. Crescono, invece, i trasporti: da +14% del Trasporto aereo, dopo il +23% del mese di giugno, e il +22% messo a segno del Trasporto marittimo a luglio, seppure in frenata rispetto al 36,3% di giugno. “Una crescita dovuta a fattori stagionali, ma che sembrerebbe confermare il dinamismo del settore turistico durante la stagione estiva, unico comparto a dare veri segnali di ripartenza”, conclude Confesercenti.

Inflazione, incertezza e tendenza al rallentamento sui consumi
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