Il clima anomalo pesa sulla produzione agricola

(Teleborsa) – Il Pil italiano si conferma in crescita (+1,5%) nel secondo trimestre rispetto all’anno scorso, grazie al buon risultato dell’industria (+2%) e dei servizi (+1,4%). L’agricoltura invece è l’unico settore a fare registrare un calo del valore aggiunto (-2,4%).

Questo anche a causa del clima impazzito, che ha avuto effetti devastanti nelle campagne con il susseguirsi di violenti nubifragi che a macchia di leopardo hanno colpito un territorio già devastato dal caldo e dalla siccità.

I danni stimati dalla Coldiretti sono superiori ai 2 miliardi di euro, con la mancanza di acqua (-39% di precipitazioni estive in media ) che ha colpito tutte le produzioni, dagli ortaggi alla frutta e ai cereali, ma anche i vigneti e gli uliveti fino ad arrivare alla produzione di latte (tramite la carenza di fieno per l’alimentazione degli animali).

In questa situazione nelle campagne è crisi per la frutta estiva, con quotazioni in calo fino al 45% rispetto al 2016 che non riescono a coprire i costi di produzione. Inoltre, la forbice dei prezzi tra produzione e consumo si è allargata per la presenza di pratiche commerciali sleali lungo tutta la filiera e da parte dei competitor esteri.

Per evitare l’invasione di prodotti frutticoli spacciati come Made in Italy, l’associazione dei coltivatori propone l’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della frutta trasformata, aumentando anche i controlli su quella fresca di importazione. Infine, per fronteggiare la riduzione dei frutteti italiani – calati di un terzo negli ultimi quindici anni, con la scomparsa di oltre 140 mila ettari di piante – vine indicato come prioritario un “impegno di filiera”.

Il clima anomalo pesa sulla produzione agricola
Il clima anomalo pesa sulla produzione agricola