ETF: cosa sono e perché investirci

Gli Etf rappresentano una strategia di diversificazione a basso costo

Gli Exchange Traded Fund  (ETF) sono una particolare tipologia di fondo d’investimento o Sicav (società di investimento a capitale variabile) che racchiudono al loro interno le caratteristiche di un fondo e quelle di un’azione.

Gli ETF infatti effettuano una gestione passiva, cioè replicano esattamente l’andamento del mercato di riferimento e rappresentano una strategia di diversificazione a basso costo, dato che  le spese di gestione e di intermediazione sono molto contenute, ed inoltre godono della flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni.

Perché investire negli ETF

L’investimento in ETF può essere vantaggioso perché  permette un notevole risparmio sulle commissioni di gestione che si aggirano tra lo 0,1% (per alcuni ETF americani) e lo 0,75%.

Inoltre a differenza di molti dei fondi comuni d’investimento e delle SICAV tradizionali non richiedono commissioni di ingresso, uscita o di performance, bensì possono essere negoziati come le azioni pagando una commissioni di negoziazione al proprio intermediario di riferimento.

Date le sue caratteristiche, gli ETF si prestano a varie modalità d’impiego: investimento di medio/lungo termine, trading anche di tipo intraday e vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice di riferimento (benchmark).

Non deve però essere dimenticato che gli ETF sono ovviamente esposti al rischio che le azioni, le obbligazioni e gli altri strumenti che lo compongono, perdano valore. Gli ETF sono a tutti gli effetti degli strumenti finanziari con tutto ciò che ne consegue.

Aspetti fiscali

A partire dal 9 aprile 2014, i proventi positivi derivanti dalla compravendita di ETF costituiscono “reddito di capitale”, mentre tutte le eventuali minusvalenze formano un “reddito diverso”.

Sia i proventi positivi che le minusvalenze si calcolano sulla differenza tra prezzo di acquisto ed prezzo di vendita dell’ETF, indipendentemente dal valore del NAV dell’ETF che non è rilevante ai fini fiscali.

Nel caso la posizione fosse generata sulla base di molteplici acquisti, il prezzo di acquisto sarà calcolato come “prezzo medio ponderato per la quantità”, ossia sulla base dei prezzi di acquisto eseguiti sul mercato e ponderati per le quantità.

I dividendi degli ETF sono considerati “redditi di capitale” e come tale non rilevanti per recuperare eventuali minusvalenze e sono accreditati all’investitore al netto della ritenuta d’imposta.

In sintesi, la tassazione degli ETF diventa quindi uguale a quella dei fondi comuni di investimento.

I proventi positivi degli ETC sono considerati “reddito diverso” e quindi compensabili con eventuali precedenti minusvalenze.

I profitti generati dagli ETF (reddito di capitale e reddito diverso) e dagli ETC (reddito diverso) sono tassati con un’aliquota del 26%.

Tuttavia, agli ETF che hanno una componente obbligazionaria, si applica una tassazione ponderata rispetto alla percentuale dei Titoli di Stato presente nell’ETF stesso.

Quindi, se ad esempio, un ETF è composto al 30% da Titoli di Stato e al 70% da azioni, la parte relativa ai Titoli di Stato verrà tassata al 12,5%, mentre la parte relativa alle azioni verrà tassata al 26%.

ETF: cosa sono e perché investirci
ETF: cosa sono e perché investirci