Esselunga, Citigroup curerà la vendita. L’azienda resterà italiana o volerà direzione estero?

(Teleborsa) – Il fondatore di Esselunga, Bernardo Caprotti ha dato mandato a Citigroup per vendere e negoziare una partecipazione di controllo nella società italiana della grande distribuzione.

Citigroup sarà dunque l’advisor che valuterà le manifestazioni di interesse arrivate per Esselunga. Fonti finanziarie riferiscono che durante l’estate sarebbero pervenute offerte dalla società finanziaria statunitense Blackstone che punta a rilevare il 60% della società con un’opzione sul restante 40% nel caso in cui si decidesse di vendere l’intera società e, dai fondi anglosassoni di Cvc.

A rischio le radici italiane dell’azienda. Esselunga rappresenta un colosso della grande distribuzione italiana e, il timore è che voli all’estero come è già successo per altre realtà del Made in Italy.

Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, se Esselunga finisse in mano a investitori esteri non ci sarebbe “nulla di male”, anche se non ha nascosto che sarebbe decisamente più contento se dovesse emergere una soluzione tutta italiana.

“Da italiano, naturalmente – ha dichiarato Poletti in un incontro organizzato a Milano dalla Camera di commercio italo-tedesca – mi piacerebbe che Esselunga rimanesse di proprietà italiana, ma penso anche che l’importante sia avere un imprenditore che abbia intenzione di fare bene l’imprenditore, come ha fatto Caprotti fino ad ora con questo bellissimo Gruppo”.

La decisione di Caprotti di vendere Esselunga sarebbe stata determinata dalla volontà di garantire una migliore governance alla società, da anni al centro di un’annosa disputa giudiziaria tra lo stesso Caprotti e i suoi eredi.

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