E’ guerra tra falchi e colombe nella Federal Reserve

(Teleborsa) – Prende il via oggi la due giorni di riunioni della Federal Reserve e della Banca del Giappone, che domani annunceranno le loro decisioni in materia di tassi di interesse e rilancio delle economie. Due settimane fa, la BCE ha deciso di mantenere lo status quo, rinviando a fine anno, qualsiasi decisione sull’ampliamento del quantitative easing.

Dalla Federal Reserve sono attesi tassi fermi, ma è probabile che indichi l’intenzione di alzare comunque il costo del denaro prima di fine anno. Aspettative riacutizzate dal sorprendente dato sull’inflazione statunitense, pubblicato venerdì, a dispetto delle ultime dichiarazioni di alcuni esponenti Fed che hanno allentato l’urgenza di rialzare i tassi.

Il governatore, Lael Brainard, ha ribadito che è necessario mantenere una politica espansiva per sostenere la crescita e che l’incertezza degli sviluppi economici consiglia prudenza nel rimuovere una politica che si è rivelata efficace sull’occupazione e sull’inflazione. Brainard, è noto come “colomba” all’interno della banca centrale americana, ossia fra coloro che sono più propensi a mantenere una politica accomodante. Le sue parole sono state accolte con buonumore dai mercati, specie dopo che, in precedenza, i commenti del banchiere Rosengren noto come “falco” avevano alimentato l’attesa di un rialzo, durante la riunione di questa settimana.

Dalla Bank of Japan, invece, gli investitori si attendono un’accelerazione della politica monetaria espansiva. Le attese sono che la BoJ potrebbe incrementare il suo piano di acquisti sul mercato per rilanciare i consumi. D’altronde, nei giorni scorsi, il Governatore della banca centrale giapponese, Haruiko Kuroda, aveva dichiarato che l’istituto centrale manterrà condizioni di politica monetaria ultra espansive per sostenere la ripresa economica del Paese.

L’andamento rialzista dei prezzi delle materie delle prime, in particolare l’oro, suggerisce che la Federal Reserve si prenderà ancora del tempo per aumentare i tassi di interesse negli Stati Uniti. Il metallo prezioso, bene rifugio per eccellenza, è in generale visto come un bene che scende se il costo del denaro sale. L’oro, infatti, viene acquistato come bene reale per proteggersi dalla diminuzione del potere di acquisto delle monete. Il lingotto con consegna immediata passa di mano a 1.314,56 dollari l’oncia (+0,11%).

E’ guerra tra falchi e colombe nella Federal Reserve
E’ guerra tra falchi e colombe nella Federal Reserve