Draghi spinge l’Europa fuori dalla crisi: “E’ alle spalle”

E torna ottimista dopo le elezioni di Francia e Olanda: "La maggioranza silenziosa torna a farsi sentire in Europa"

(Teleborsa)Dopo anni di  austerità, ci pensa Mario Draghi a spingere l’Europa fuori dalla crisi verso una fase di moderato ottimismo.
La crisi economica dell’Eurozona “è alle nostre spalle”, la “ripresa è solida e sempre più ampia“: lo ha detto il presidente della Bce nel discorso tenuto in occasione del conferimento del dottorato honoris causa dell’Università di Tel Aviv.
Ma “servono ulteriori progressi. Il lavoro è lontano dall’essere esaurito e le sfide che dobbiamo affrontare vanno oltre l’Unione economica e monetaria. Riguardano sicurezza, migranti, difesa e queste sfide possono essere indirizzate solo mettendo insieme sovranità”.
L’integrazione europea, continua Draghi, “avviata all’indomani della Seconda Guerra mondiale, è stata la risposta al disperato bisogno di pace dei cittadini. Il sistema di trattati tra i governi che ha dominato le relazioni europee tra le due guerre e anche prima ha completamente fallito in quello per cui servono i governi: sicurezza e prosperità. Mettere insieme sovranità su temi di comune interesse è diventata la nuova base della cooperazione tra le nazioni europee. All’epoca un simile progetto sembrava audace e ottimistico, così come oggi sembra audace ed ottimistico chiedere maggiore integrazione. Ma i nostri fondatori avevano ragione. L’Europa ha conseguito pace, prosperità e stabilità politica per un periodo di tempo senza precedenti nella storia”. “Quest’anno è il 60esimo anniversario del Trattato di Roma e il 25esimo anniversario del Trattato di Maastricht, che ha creato l’Unione monetaria”.

“La maggioranza silenziosa torna a farsi sentire in Europa” – Un’Europa che dopo più di qualche scossone (Il ciclone Brexit e l’elezione di Donald Trump salutata tutt’altro che con favore) sembra aver ritrovato equilibrio e energia.

Dopo che la crisi degli anni passati aveva fatto da “terreno fertile a populismi e nazionalisti”, ora “la maggioranza silenziosa è tornata farsi sentire”, ha quindi detto Draghi. “Oggi possiamo percepire una crescente onda di energia che chiede una azione congiunta europea”.

Riferimento questo che sembra richiamare, neanche tanto velatamente, la recente vittoria alle presidenziali francesi del centrista Emmanuel Macron, ai danni, guarda caso, dell’ anti euro Marine le Pen che aveva già promesso di seguire le orme dei “colleghi” britannici, minacciando la Frexit.

Insomma, l’Europa sembra salva. Almeno per ora.

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