DEF e “manovrina” generano differenti visioni

(Teleborsa) – Commenti da più parti per il DEF (Documento di economia e Finanza) varato ieri, 11 aprile, dal Consiglio dei Ministri che ha approvato anche la “manovrina” aggiuntiva da 3,4 miliardi richiesta da Bruxelles per correggere lo squilibrio dei conti.

“Bene aver archiviato l’aumento delle aliquote IVA previsto per il 2018 perché questo provvedimento avrebbe ulteriormente rallentato l’economia e affossato definitivamente i timidi e alterni segnali di ripresa dei consumi. L’azione del Governo, certo, poteva essere più coraggiosa nel taglio della spesa pubblica improduttiva, che ancora presenta ampi margini di riduzione, per liberare le risorse necessarie a ridurre le aliquote IRPEF”. Questo il commento, ad una prima lettura, di Confcommercio che auspica che nei dettagli del DEF non vi siano variazioni sostanziali rispetto all’impianto approvato.

Più critica la posizione della CGIA di Mestre. L’Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre, si chiede invece, come verranno recuperati i 19,5 miliardi di euro necessari per scongiurare l’aumento dell’IVA l’ incremento delle accise sul carburante.

In attesa di poter analizzare il testo ufficiale del DEF dalle indiscrezioni emerse fino a ora, fanno sapere dalla CGIA, non è chiaro come il Governo affronterà la clausola di salvaguardia che dovrà essere sterilizzata entro la fine di quest’anno.  

 

 

 

 

 

 

 

DEF e “manovrina” generano differenti visioni
DEF e “manovrina” generano differenti visioni