Cyberspionaggio, rimosso dall’incarico il direttore della polizia postale

(Teleborsa) – Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta sul cyberspionaggio che ha portato ieri all’arresto di due persone con l’accusa di aver intercettato illegalmente le comunicazioni informatiche di nomi importanti della politica e della finanza italiani.

A finire in manette l’ingegnere nucleare Giulio Occhionero e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma. secondo le prime ricostruzioni, i due (conosciuti nel mondo dell’alta finanza capitolina) sembra non abbiano agito da soli.

Sono, infatti, molteplici gli indizi probatori raccolti anche in altre inchieste che “lasciano intendere che la vicenda non sia una isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità sin qui descritte” scrive il GIP di Roma Maria Paola Tomaselli nell’ordinanza di custodia cautelare.

Intanto, il capo della polizia Franco Gabrielli ha rimosso il direttore della polizia postale Roberto Di Legami, disponendo un avvicendamento al vertice della postale. Di Legami è stato assegnato un nuovo incarico. Stando ad alcune indiscrezioni, tra i motivi che avrebbero portato alla decisione ci sarebbe anche il fatto che il direttore avrebbe sottovalutato l’indagine evitando di informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza.

Cyberspionaggio, rimosso dall’incarico il direttore della polizia postale
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