Commercio, coro di “no” al CETA: bisogna analizzarne i potenziali effetti

(Teleborsa) – Il CETA potrebbe avere impatti economici e sociali molto negativi.
Ad esprimere la propria preoccupazione sul Comprehensive Economic and Trade Agreement, l’accordo commerciale tra Unione Europea e Canada che il Senato italiano dovrebbe sottoporre a ratifica il 22 giugno, sono numerose realtà della società civile, del mondo sindacale, produttivo e dell’ambientalismo, che hanno incontrato il Presidente di Palazzo Madama, Piero Grasso, per esprimere le diffuse preoccupazioni in merito. 

I rappresentanti di Cgil, Coldiretti, Legambiente, Adusbef, Federconsumatori e altre associazioni hanno sottolineato la “necessità di analizzare più a fondo i potenziali effetti del trattato sull’ordinamento democratico, l’uguaglianza di fronte alla legge, l’occupazione, il settore agricolo e agroalimentare, i diritti dei consumatori e dei lavoratori, il settore dei servizi, il principio di precauzione, la salute e l’ambiente”, come si legge in una nota.

In particolare, si è evidenziata l’opportunità di attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale francese, alle prese con un ricorso firmato da 106 Parlamentari, sui possibili vizi di incostituzionalità dell’accordo, che potrebbe minare l’esercizio della sovranità nazionale, violare il principio di precauzione, l’indipendenza e l’imparzialità dei giudici e il principio di uguaglianza davanti alla legge.

Va inoltre sottolineato che in Canada nulla verrà deciso fino al prossimo autunno. L’assemblea legislativa del Quebec, infatti, ha terminato le sue sessioni deliberative e non tornerà a riunirsi prima di settembre. Per questa ragione, rimane incompiuta l’approvazione della legge sull’implementazione provvisoria del CETA, che dunque non potrà entrare completamente in vigore per i prossimi tre mesi, conclude la nota.

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