Anti Dumping, Calenda: raggiunto miglior compromesso possibile

(Teleborsa) – Raggiunta l’intesa a livello europeo sul nuovo Regolamento Anti Dumping. Parlamento europeo, Commissione e Consiglio, dopo un lungo e difficile percorso che ha visto l’Italia impegnata in prima linea nella difesa degli interessi dell’industria e dei cittadini, hanno trovato la quadra sulla proposta di regolamento di modifica della metodologia anti-dumping.

Vale la pena ricordare che all’inizio del 2016,  le ipotesi avanzate dalla Commissione prevedevano, di fatto, il vero e proprio riconoscimento alla Cina del Status di Economia di Mercato (MES), moderato solo da alcuni correttivi – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda – . 

Da allora, l’Italia si è battuta in Consiglio spesso in una situazione di assoluta avanguardia ed ha ottenuto che la proposta presentata dalla Commissione nel novembre scorso abbandonasse l’ipotesi del riconoscimento del MES, adottando un nuovo meccanismo di calcolo del dumping basato, invece,  sul concetto della presenza di distorsioni significative.  

Su questo impianto è stato possibile apportare ulteriori e significativi miglioramenti, soprattutto in materia di criteri che definiscono le distorsioni (resi più aderenti a quelli che qualificavano la concessione del MES), e, soprattutto, si è ottenuto che non venisse ribaltato sulle aziende l’onere della prova di un eventuale caso di dumping.  

Per quanto migliorata – conclude il ministro – la soluzione adottata oggi non è comunque ottimale ma dobbiamo avere la consapevolezza di aver fatto tutto quanto era possibile per ottenere un risultato positivo, comunque il migliore possibile. Il Governo continuerà a vigilare affinché la normativa venga applicata in modo rigoroso, tenendo presente come il suo obiettivo è innanzitutto quello di combattere la concorrenza sleale, a tutela degli interessi di aziende e lavoratori europei.

“Si tratta di uno dei dossier più delicati e controversi che avrà riflessi significativi sulla politica commerciale e su quella industriale della UE”, ha commentato Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa. “Quasi un anno fa siamo partiti in salita con una proposta della Commissione UE che con pochi segni di penna avrebbe regalato lo status di economia di mercato alla Cina, mettendo fuori mercato interi settori produttivi. Questo tentativo è stato sventato grazie a un buon gioco di squadra di cui dobbiamo essere fieri – prosegue la vicepresidente – il Ministro Carlo Calenda ha fatto sentire fin dall’inizio il peso dell’Italia in Consiglio e l’On. Salvatore Cicu, relatore per il Parlamento europeo, sostenuto dai principali gruppi politici, ha condotto con abilità il negoziato finale. Dal canto nostro, in sintonia con i settori coinvolti, siamo stati in prima linea fino all’ultimo giorno del negoziato. Il risultato finale – conclude la Ferrarini – rispecchia gli interessi divergenti che caratterizzano l’Europa. Non tutte le nostre richieste sono state accolte, ma fino a che il mercato cinese continuerà ad essere distorto, non si potranno usare i prezzi e costi interni per calcolare il dumping e la Commissione si è impegnata a non imporre ulteriori oneri sulle imprese. Confindustria non abbasserà la guardia e vigileremo caso per caso affinché gli impegni vengano rispettati ed attuati”.

Anti Dumping, Calenda: raggiunto miglior compromesso possibile
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