Almaviva chiude i siti di Roma e Napoli

(Teleborsa) – Almaviva Contact chiude i siti produttivi di Roma e di Napoli e annuncia tagli di oltre 2500 posti di lavoro. Oltre 1600 nella sede di Roma e più di 800 in quella di Napoli. Il piano coinvolge il 5% del personale attualmente in forza al Gruppo a livello globale. E’ quanto prevede il nuovo piano di riorganizzazione del Gruppo annunciato oggi. 

“Le perdite medie mensili dei due siti produttivi nel periodo successivo all’accordo del 31 maggio (giugno – settembre 2016), nonostante l’utilizzo di ammortizzatori sociali, sono pari a 1,2 milioni di euro su ricavi mensili pari a 2,3 milioni di euro”.

I tagli, spiega il gruppo si sono resi necessari per il “drastico aggravamento del conto economico e dei risultati operativi”. La decisione dell’azienda è stata comunicata ai sindacati e al Ministero del Lavoro.

L’accordo del 31 maggio siglato con sindacati e istituzioni, oltre alla stipula di un contratto di solidarietà di sei mesi aveva definito “azioni stringenti” per consentire ad Almaviva Contact recupero di capacità competitiva e condizioni di equilibrio industriale. Il gruppo dei call center attribuisce la decisione al rifiuto da parte delle organizzazioni sindacali di sottoscrivere lo specifico accordo sulla gestione di qualità e produttività individuale, impegno centrale e condiviso come vincolante in sede d’intesa, che nega inspiegabilmente una fondamentale leva distintiva per la qualificazione dell’offerta e il progressivo riassorbimento degli esuberi”.

Allo stesso tempo, il piano di riorganizzazione va inquadrato in uno scenario di mercato in “costante deterioramento”.

Inoltre, l’azienda motiva la decisione con “il perdurante andamento di gare a evidenza pubblica bandite o aggiudicate a tariffe del tutto incompatibili con il costo del lavoro”. 

Almaviva chiude i siti di Roma e Napoli
Almaviva chiude i siti di Roma e Napoli