Alleanza povertà lancia l’allarme: reddito inclusione per “pochi” e “non congruo”

(Teleborsa) – Il reddito di inclusione REI, approntato dal governo per combattere la povertà, rischia di accrescere le disuguaglianze e non essere adeguato a garantire l’uscita da una situazione di disagio.

E’ quanto emerso da una conferenza stampa alla camera di Alleanza contro la povertà, l’associazione nata nel 2013 che raggruppa i soggetti che si sono attivati per combattere la povertà e sollecitare politiche adeguate alla sua lotta.

In Italia vi sono 4,75 milioni di poveri, pari al 7,9% della popolazione complessiva, ma non tutti riceveranno il REI: solo 1,8 milioni di individui, pari al 38% del totale, beneficeranno di questa misura di sostegno, mentre il 62% dei poveri ne rimarrà escluso. Inoltre, il 41% dei minori in povertà assoluta non sarà raggiunto dalla misura. Quindi la misura dividerà i poveri in due gruppi, accrescendo le disuguaglianze. 

“Tale discriminazione può essere compresa solo se temporanea e, quindi, da considerare come un primo passo nella prospettiva di un progressivo ampliamento dell’utenza”, sottolinea l’associazione.

L’altro rischio concerne l’ammontare del contributo che rischia di non essere adeguato, in quanto per “massimizzare il numero di beneficiari senza investire a sufficienza, si corre il rischio che assistano sempre più persone senza dar loro la possibilità di raggiungere uno standard di vita dignitoso”. Secondo Alleanza, l’ammontare medio mensile del REI dovrebbe essere di 396 euro, c’è quindi una lontananza significativa di oltre 100 euro tra l’importo necessario e quello attualmente previsto di 289 euro. 

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