Alitalia nella burasca. Pronto un nuovo capitolo?

(Teleborsa) – Sempre più “maretta” in casa Alitalia. I conti non tornano, la situazione si fa di giorno in giorno più pesante. E le voci si ricorrono, a partire di un prossimo se non imminente cambio ai vertici della compagnia.

In discussione l’Ad Cramer Ball, il vice presidente James Hogan, che è pure, guarda caso, CEO di Etihad che possiede il 49% di AZ, e anche lo stesso presidente di AZ, Luca Cordero di Montezemolo. Che solo 24 ore fa si è però affrettato a smentire la notizia affermando: “le recenti indiscrezioni di stampa che parlano di un presunto cambio al vertice di Alitalia sono prive di fondamento e non fanno bene all’azienda in momenti come questi”.

Oggi l’unico soggetto disposto a mettere soldi in Alitalia sarebbe Etihad, ma la compagnia non può farlo da sola perché supererebbe il 50% del capitale e Alitalia perderebbe i diritti di volo quale compagnia dell’Unione europea.

Altra partita si gioca sul tavolo delle banche azioniste perché alcune di queste hanno fiducia nel piano ritenendolo solo un obbligo imposto da Etihad. Ecco perché le banche che partecipano nella compagnia vorrebbero un modello con due “advisor indipendenti”: un consulente industriale e uno finanziario.  

Lunedì 9 gennaio al MISE (Ministero Sviluppo Economico) ci sarà un vertice per mettere a punto il nuovo piano industriale della compagnia aerea.

Nonostante la temporanea soluzione ai problemi di liquidità della compagnia area, la strategia da seguire per ristrutturare Alitalia non è ancora chiara. Il nuovo piano al momento si presenta come una serie di linee guida e l’unica certezza sarebbe lo sdoppiamento di Alitalia in due parti: una per il breve e medio raggio con modello e offerta low cost (Alitalia 1), mentre Alitalia 2 si occuperà del lungo raggio.

Un’ipotesi che vedrebbe la messa a punto del piano per il breve e medio raggio affidata a Laura Cavatorta, rientrata in Compagnia e prima ex responsabile delle hostess “valorizzata” dall’allora presidente e AD Giancarlo Cimoli (maggio 2004- febbraio 2007), condannato nel 2015 in primo grado a 8 anni e 8 mesi di reclusione ber bancarotta e aggiotaggio a seguito del crac Alitalia del 2008.

Ma come trasformare Alitalia 1 in una low cost è ancora tutto da chiarire, perché il low cost ha diversi modelli tra cui scegliere e nessuno ha ancora avanzato la possibilità su quale sarà quello da seguire. E il socio di maggioranza Ethiad sarebbe fortemente contrario al declassamento anche di solo una parte della compagnia.

Ma che ci sia una certa sfiducia verso il CEO di Ethiad, James Hogan da parte della banche azioniste, soprattutto Unicredit, è cosa nota, e anche la poltrona di Cramer Ball, Amministratore Delegato di Alitalia sembrerebbe decisamente in bilico.

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