Alitalia, l’accordo nelle mani dei lavoratori

(Teleborsa) – Si profilano nuovi appuntamenti per discutere il piano industriale di Alitalia. Mentre ha preso il via il referendum dei lavoratori della compagnia aerea sull’accordo raggiunto la settimana scorsa, azienda e sindacati sono stati convocati al Ministero dello Sviluppo Economico per mercoledì 26 aprile. Due giorni dopo la fine del referendum che, iniziato oggi 20 aprile, terminerà il prossimo 24 aprile. 

La situazione rimane esplosiva e nonostante la sigla dell’accordo, i sindacati non nutrono molte speranze sulla consultazione. “Non siamo ottimisti. Pensiamo sia una situazione molto difficile figlia di molti errori: quelli fatti dal Paese quando ha deciso di privatizzare senza criteri; quelli fatti dai manager della società nelle due successive ristrutturazioni”, ha dichiarato la leader della CGIL,Susanna Camusso.

Dall’altra parte della barricata, il neoeletto Presidente di Alitalia, Luigi Gubitosi che ha lanciato il suo ultimo appello, sottolineando che la compagnia “ce la può fare” solo applicando l’accordo raggiunto e che l’alternativa “non c’è, non esiste”. Se questa consultazione non avrà gli effetti sperati all’orizzonte si profila la liquidazione della compagnia. Il manager, infatti, ha ricordato che la vittoria del sì al referendum farà scattare l’aumento di capitale di circa 2 miliardi, di cui oltre 900 di nuova finanza, che serviranno per far ripartire la compagnia e che serve “forte discontinuità per cambiare rotta”.

Che serva una “soluzione sostenibile e sostenibile nel lungo termine” lo pensa anche Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, presente nel capitale di Alitalia con una quota del 12,9%. Durante l’assemblea di soci, l’ A.d. di Unicredit, rispondendo a una domanda sul dossier Alitalia ha dichiarato: “non possiamo perderci ancora. In tre anni come Unicredit abbiamo perso mezzo miliardo di euro per sostenere Alitalia. Cosa altro possiamo fare?”.

Alitalia, l’accordo nelle mani dei lavoratori
Alitalia, l’accordo nelle mani dei lavoratori