Alitalia, il referendum dei lavoratori è iniziato fra dubbi e speranze

(Teleborsa) – E’ iniziato da poco più di un’ora il referendum dei lavoratori Alitalia sull’accordo raggiunto la settimana scorsa fra azienda, sindacati e governo, in merito al nuovo piano industriale, al taglio dei costi ed agli esuberi. 

Il referendum è iniziato stamattina alle ore 11 e, secondo quanto deciso dal Comitato elettorale, si svolgerà ininterrottamente sino alle 21. Nei prossimi giorni urne aperte dalle ore 8 alle 21, mentre lunedì 24 aprile, ultimo giorno di consultazione, si potrà votare solo fino alle ore 16.

Nonostante la sigla dell’accordo, i sindacati non nutrono molte speranze sul successo referendario. “No, non siamo ottimisti. Pensiamo sia una situazione molto difficile figlia di molti errori: quelli fatti dal Paese quando ha deciso di privatizzare senza criteri; quelli fatti dai manager della società nelle due successive ristrutturazioni”, ha dichiarato la leader della CGIL,Susanna Camusso. 

Alla vigilia del referendum, il neoeletto Presidente di Alitalia, Luigi Gubitosi, ha lanciato l’ultimo appello, sottolineando che la compagnia “ce la può fare” applicando l’accordo raggiunto e che l’alternativa “non c’è, non esiste”, pena la liquidazione della compagnia. Il manager ha ricordato che la vittoria del sì al referendum farà scattare l’aumento di capitale di circa 2 miliardi, di cui oltre 900 di nuova finanza, che serviranno per far ripartire la compagnia e che serve “forte discontinuità per cambiare rotta”. 

Per il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, i lavoratori di Alitalia devono votare in maniera libera e consapevole. “Auspico – ha detto Calenda – che decidano liberamente e consapevolmente, sapendo quale sia la situazione vera dell’azienda e i possibili scenari”.

Non c’è di fatto fiducia da nessuna parte, nemmeno dalle istituzioni. Alla vigilia di Pasqua, il Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Graziano Delrio, aveva espresso la sua “forte preoccupazione” per l’esito del referendum.

Venerdì, 14 aprile, la compagnia e i rappresentanti del lavoro hanno concordato un pacchetto di misure tra cui la riduzione degli esuberi del personale di terra a tempo indeterminato a 980 da 1.330 e il taglio degli stipendi all’8% ridotto dal 30% indicato in precedenza dall’azienda. 

Intanto, i sindacati scrivono al Governo per indicare i criteri da applicare nel pre-accordo, chiedendo nello specifico “l’individuazione di modalità eque e perequative della riduzione dell’8% prevista dall’azienda, anche tenendo conto dell’impatto delle altre proposte indicate e la definizione e l’avvio degli interventi di riduzione dei costi partendo da quelli non attinenti la retribuzione percepita ad oggi”.

I sindacati chiedono infine una “gradualità della riduzione delle retribuzioni, nell’accordo ancora da definire e condividere, da realizzarsi nell’arco dei 5 anni del piano”.  

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