L’U.I.T.S. rinnova il direttivo

Sabato 22 ottobre si vota a Roma il rinnovo delle cariche direttive dell’U.I.T.S. Al Presidente uscente Ernfried Obrist, in carica da 12 anni, si contrappone Pierluigi Borgioni, con un programma di innovazione

L’Unione Italiana Tiro a Segno (UITS) fu istituita nel 1910 per coordinare l’attività svolta dalle Sezioni del Tiro a Segno Nazionale (TSN), ovvero i poligoni di tiro presso i quali chiunque voglia imparare a sparare si reca per ottenere la certificazione di abilitazione al maneggio delle armi, in modo assolutamente similare a quanto facciamo quando ci rechiamo presso un’autoscuola per imparare a guidare e richiedere “la patente di guida”, ma con controlli molto più rigidi, trattandosi di armi.

L’Unione Italiana Tiro a Segno ha due anime. È una Federazione Sportiva, affiliata al CONI e all’ISSF (International Federation of Shooting Sports). Ma è anche un Ente Pubblico, sotto la sorveglianza del Ministero della Difesa, in quanto l’UITS supervisiona la gestione delle sezioni del Tiro a Segno Nazionale, da cui dipende il rilascio delle certificazioni: per chi pratica lo sport, ma anche per tutte le guardie particolari giurate e il personale armato delle Polizie locali attive nei comuni italiani.

E tuttavia, con la votazione di Roma del prossimo sabato 22 il Tiro a Segno Nazionale si trova di fronte a un importante bivio storico, a causa di una profonda crisi organizzativa di cui l’UITS soffre da tempo. Difficoltà dovute ad un management non propriamente “giovane” e del tutto incapace di interagire con le complesse dinamiche – soprattutto di comunicazione – del mondo in cui viviamo. Purtroppo, tutto questo ha portato anche a conseguenze più gravi, come alcuni fatti di attualità hanno recentemente evidenziato.

È questo il contesto all’interno del quale si cala la figura di Pierluigi Borgioni, candidato alla Presidenza UITS per il quadriennio 2017-2020, quello che porterà alle Olimpiadi di Tokio.

Personaggio assolutamente sconosciuto ai non addetti ai lavori, Pierluigi Borgioni è laureato in Giurisprudenza, con al suo attivo trent’anni di esperienza specifica nel mondo delle armi e del tiro sportivo in tutte le sue forme, come funzionario della Polizia di Stato ed ex Direttore del Catalogo Nazionale delle Armi Comuni da Sparo, organo che per molti anni ha supervisionato la classificazione di tutte le armi da fuoco nel nostro paese.

“Il rinnovamento dell’Istituzione del Tiro a Segno Nazionale, a partire dai quadri dirigenti UITS, è una priorità necessaria e urgente”, afferma Pierluigi Borgioni, convinto della necessità di recupero di efficienza per l’UITS e per tutte le Sezioni del TSN, dalle quali dipendono sia la promozione del bellissimo sport del tiro a segno (molto educativo per i giovani, al pari del Judo, del Basket, del Rugby), sia la qualità delle informazioni di base che vengono fornite a tutti i cittadini e i moltissimi professionisti della sicurezza che operano in Italia.

Ci auguriamo sinceramente che le votazioni del prossimo sabato 22 ottobre possano andare in direzione del rinnovamento, nell’interesse dello sport e della sicurezza di tutti i cittadini, che senza rendersene conto, da oltre cento anni devono molto anche al lavoro quotidiano del Tiro a Segno Nazionale e del suo organo di coordinamento, l’Unione Italiana Tiro a Segno.

Per saperne di più…

L’Istituzione del Tiro a Segno Nazionale – organizzazione senza il quale la stessa Unione Italiana Tiro a Segno non potrebbe neppure esistere – risale al 1862, in pieno Risorgimento Italiano, nata per volere di Giuseppe Garibaldi, fermamente convinto della necessità che tutti i cittadini dovessero saper usare le armi, nell’interesse della Nazione che allora si andava formando.
Il Tiro a Segno Nazionale fu poi definito con maggior precisione dalla Legge 883 del 2 luglio 1882 e attraverso vari aggiornamenti, le sue attività sono ancora oggi regolamentate da una Legge dello Stato Italiano.

L’Unione Italiana Tiro a Segno nacque trent’anni dopo, nel 1910, per gestire la maggior complessità organizzativa del Tiro a Segno Nazionale, legata alla grande popolarità di cui godeva il tiro sportivo a quei tempi, anche grazie al ruolo chiave che il tiro a segno ricopriva all’interno dei giochi olimpici: come ancora oggi accade in Svizzera e Austria, le famiglie italiane la domenica si recavano nei poligoni del TSN, per divertirsi tutti insieme, sparando. Poi le due Guerre Mondiali cambiarono molte cose. Sono passati molti anni e oggi facciamo fatica a distinguere fra il pericolo oggettivo che le armi – quelle delle guerre, del terrorismo – rappresentano per il nostro benessere, e le soddisfazioni che gli sport del tiro a segno regalano a centinaia di migliaia di appassionati sportivi in tutto il mondo. Come ci ha ricordato quest’anno il giovane Niccolò Campriani, con le sue due vittorie assolute conquistate alle recenti Olimpiadi di Rio.

L’U.I.T.S. rinnova il direttivo
L’U.I.T.S. rinnova il direttivo