La primavera del fintech italiano inizia in inverno. Decolla il social lending

Gli investimenti da parte del venture capital nelle società fintech sono quintuplicati in quattro anni, passando da poco più di $2 miliardi nel 2011 a $11,4 miliardi

Fabio Bolognini

Fabio Bolognini Dopo i trascorsi da dirigente bancario, ora si occupa di pmi e del connubio tra finanza e tecnologia. Autore del blog “Imprese+Finanza”. Per la prima volta anche i servizi finanziari stanno cambiando in modo radicale. La crescita delle piattaforme fintech in Europa e in Italia aiuta a capire cosa accadrà.

I capitali a disposizione delle nuove iniziative fintech stanno crescendo in modo esponenziale nel mondo e fanno di questo settore emergente uno degli investimenti più ricercati dai fondi di venture capital (VC). Per farsi un’idea della progressione gli investimenti da parte del VC nelle società fintech sono quintuplicati passando da poco più di $2 miliardi nel 2011 a $11,4 miliardi, per l’intero 2015. Non sorprende che la quota maggiore sia localizzata in USA ($ 6,8 mld) e in Asia ($3,3 mld) ma stanno crescendo rapidamente anche in Europa. Come spesso accade sul fronte dell’innovazione l’Italia è rimasta a guardare e gli investimenti nel fintech sono stati praticamente irrilevanti sul totale degli $1,2 miliardi investiti, principalmente in UK.

Qualcosa sta cambiando e a cavallo tra la fine dell’anno e il primo mese del 2016 sono state annunciate ben 4 operazioni di investimento nel capitale di startup fintech italiane: tre piattaforme di lending P2P e un provider di servizi di rating via web hanno raccolto fondi per accelerare il loro processo di crescita.

  • Le due piattaforme che per prime hanno lanciato marketplace P2P per prestiti a privati in Italia, Smartika e Prestiamoci, hanno annunciato l’ingresso di nuovi investitori. Dalla Gran Bretagna per Smartika che ha raccolto €4,5 milioni dal fondo Hamilton Venture Capital e principalmente dall’Italia per Prestiamoci, marchio della piattaforma posseduta da Agata srl, che ha raccolto due milioni da Innogest, Banca Sella, Club Italia Investimenti e altri due investitori.
  • Borsa del Credito la prima piattaforma di lending alle piccole imprese ha raccolto un milione di euro grazie all’intervento del fondo P101.
  • ModeFinance, che nella scorsa estate aveva ottenuto il prestigioso riconoscimento di agenzia di rating qualificata dall’ESMA diventando la terza agenzia di rating italiana, ha visto l’ingresso nel capitale da parte di Corvallis BI che ha versato circa €1,3 milioni per ottenere il 43% del capitale della startup.

Sono briciole al confronto della recente valutazione di $19 miliardi per Lufax una piattaforma di P2P lending cinese che ha raccolto $500 milioni in Aprile e $1,2 miliardi pochi giorni fa, ma sono pur sempre indicative di un trend che potrà solo continuare e crescere anche nel nostro Paese.

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Al momento in Italia operano solo 2 piattaforme di P2P-lending per privati (Smartika e Prestiamoci), una di P2P-lending per imprese (Borsa del Credito) e una per il trading di fatture commerciali (Workinvoice) oltre a varie iniziative sui circuiti di pagamento, sulla fatturazione in cloud. In Germania, Francia e Spagna il numero è molto più elevato senza contare quanto avviene nella Gran Bretagna.
Ma è ragionevole ipotizzare che il numero di piattaforme e servizi fintech sia destinato ad aumentare rapidamente anche nel corso del 2016 grazie all’interesse crescente degli investitori e del VC. Una ventata di aria fresca non tanto per i volumi movimentati nella fase iniziale, ancora modesti, ma piuttosto per l’elevato contenuto innovativo e per rappresentare un elemento di integrazione del tradizionale sistema dell’intermediazione bancaria. Un sistema che è da anni frenato da gravi problemi nell’erogazione del credito e ha trascurato in parte l’accelerazione necessaria nel processo d’innovazione.

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Fabio Bolognini Per la prima volta anche i servizi finanziari stanno cambiando in modo radicale. La crescita delle piattaforme fintech in Europa e in Italia aiuta a capire cosa accadrà. Ha trascorso oltre 25 nel settore bancario, 17 con Citibank e gli ultimi 8 con Unicredit e Intesa, sempre con responsabilità sulla clientela imprese e PMI. Dal 2010 ha fondato Linker srl per assistere PMI in difficoltà e dal 2013 è socio di Workinvoice una delle prime piattaforme fintech italiane. Blogger da 4 anni con “Imprese+Finanza”. http://www.workinvoice.it/il-punto-di-vista-di-workinvoice/

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