Errori sul calcolo della pensione? Risponde l’Inps

Se l'Inps dovesse commettere errori di calcolo in merito agli anni necessari per il conseguimento della pensione ne risponderà direttamente: il caso

In caso di erronea comunicazione dell’Inps in merito al conseguimento della pensione, ne risponderà in prima linea l’ente stesso: è stato sancito da una sentenza dopo un caso piuttosto emblematico, che ha visto il coinvolgimento di un cittadino costretto a pagare un esborso piuttosto alto per il raggiungimento della pensione. Il motivo? Un errore di calcolo dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, che aveva fornito informazioni non corrette al lavoratore in oggetto.

Il caso è stato piuttosto complesso e ha richiesto anche rinvio di giudizio in tre tempi: finalmente, però, è arrivato il verdetto alla Corte di Cassazione, a cui aveva chiesto appello l’interessato che, in ultimo, ha avuto ragione piena. Che cos’era successo? L’assicurato protagonista di questa spiacevole disavventura aveva richiesto informazioni, anche se non attestate da alcun documento o certificato ufficiale, in merito agli anni necessari per il conseguimento della pensione. La richiesta nasceva da una situazione già di per sé piuttosto drammatica: il dipendente aveva accettato di essere posto in mobilità e, proprio per la rassicurazione ricevuta dall’ente di previdenza sociale, aveva deciso di scegliere questa opzione in seguito a un accordo di rinuncia al licenziamento, in quanto il periodo coperto dagli ammortizzatori sociali era stato considerato sufficiente per raggiungere la tanto agognata somma di anni per poter conseguire la pensione.

Ma al termine dell’indennità ricevuta in questo periodo di “limbo” prima dell’assegno pensionistico, arriva una bruttissima notizia per il lavoratore: gli anni maturati per la sua pensione non sono sufficienti. Risultato? Il pagamento di un importo di quasi 9mila euro, per garantire la propria copertura assicurativa tramite contribuzione volontaria e, quindi, ricevere finalmente l’assegno previdenziale. Tutto ciò, stando alla parola del nostro concittadino, a causa di un errore da accreditare dall’Inps anche se, come detto, in mancanza di documenti ufficiali che lo attestassero. Questo, in verità, è stato il dettaglio principale che ha fatto slittare di tre giudizi il verdetto finale dell’assicurato, ma la Corte di Cassazione, infine, ha dato ragione al lavoratore, sottolineando la totale responsabilità dell’ente. La decisione finale in questa situazione, al momento, è in mano alla Corte d’Appello ma, almeno per ora, questo spiacevole errore, costato migliaia di euro al contribuente e la mancata pensione, ha avuto un epilogo positivo.

Errori sul calcolo della pensione? Risponde l’Inps
Errori sul calcolo della pensione? Risponde l’Inps