Banche Popolari addio: un decreto le trasforma in S.p.A. Un colpo alla lobby o al credito?

Banche Popolari, via alla riforma. Colpo alla lobby o al credito delle famiglie e delle pmi? di BENIAMINO PICCONE

Beniamino Piccone

LA FINANZA PER TUTTI Beniamino Piccone Docente di Sistema Finanziario presso LIUC - Università Cattaneo. Private banker , private banker presso Nextam Partners. Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori Dubbi o perplessità? SIETE INVITATI A SCRIVERCI

Ottimo il decreto Renzi: stop all’horror story delle banche popolari

 

Il decreto con cui il governo Renzi elimina il voto capitario (che assegna un voto ad ogni socio qualsiasi sia il numero delle azioni possedute) e obbliga le banche popolari – con un attivo superiore a 8 miliardi di euro – a trasformarsi in società per azioni è il miglior provvedimento dal momento del suo insediamento.
Per farci capire, gli statuti delle banche popolari prevedono infatti che un azionista che detiene ad esempio il 60% di azioni abbia lo stesso diritto di voto dell’azionista con 1 azione sola.

Il valore non è solo simbolico – “si cambia verso” – ma ha aspetti di grande concretezza poiché pone fine a una pazzesca horror story ai danni dei piccoli risparmiatori e a beneficio di chi ha le mani in pasta, nella stanza dei bottoni delle banche popolari. Alcuni flash storici:

1993 – Il presidente della Banca Popolare di Milano (BPM) avvocato Piero Schlesinger – che in precedenza assistette il banchiere/bancarottiere Michele Sindona a scalare la Bastogi – si dimette dopo aver concesso, in leggerissimo conflitto di interessi, una serie di finanziamenti al gruppo Ferruzzi (esposizione pari a 1300 miliardi di lire), dai quali azionisti aveva ricevuto un mandato “incondizionato e irrevocabile” di ordinaria e straordinaria amministrazione. Perdita per la BPM nel bilancio 1994 nell’intorno dei 400 miliardi di lire.

2001 – La BPM strapaga da Banca Intesa la Banca di Legnano e poi procede all’Opa. Il titolo sprofonda.

2005 – Il presidente della Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani scala in modo illegittimo (accordi parasociali segreti, aggiottaggio e mancate comunicazioni) Banca Antonveneta. La Consob, grazie alle intercettazioni consentite dal recepimento del reato di market abuse, interviene a bloccare le scorrerie di Fiorani, che viene arrestato nel dicembre 2005.

Aprile 2009 – In un’assemblea infuocata a FieraMilanoCity con 10.000 soci, l’Associazione “Amici della BPM” (sic!) e i sindacati dei lavoratori costituiscono l’ago della bilancia: la buona gestione Mazzotta/Vitale viene buttata a mare per far posto a Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo, sponsorizzato da Bossi e Tremonti.
La BPM di Ponzellini, finanzia un numero spropositato di progetti immobiliari che gonfieranno le sofferenze e, secondo un’ispezione di Banca d’Italia, rappresentano una quota rilevante degli impieghi. Altro che finanziamenti alle piccole e medie imprese!

Maggio 2009 – Il presidente della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio Elio Faralli non vuole mollare la cadrega, alla tenera età di 87 anni, e solo un cda straordinario riesce con fatica a mettere fine alla saga dei “debitori di riferimento” (azionisti sì, ma con debito ingente nei confronti della banca), i cui debiti trascineranno la banca nell’abisso. Il titolo passa dai 20 euro dell’agosto 2003 a 0,60 di oggi.

Ottobre 2010 – Il Corriere della Sera rende noto il “programma auto aziendali” in BPM: 540 promozioni e SUV a gogò che hanno interessato i vertici del sindacati interni (…bello essere “Amico della BPM”, eh?). Costo totale di 600mila euro che “colmano la distanza rispetto al mercato e alla concorrenza”.

Settembre 2011Repubblica pubblica un documento allucinante dei sindacati in BPM che regola le promozioni, dove si legge sostanziamente che “non sarai mai dirigente se non appartieni all’Associazione Amici della BPM“.

Maggio 2012 – Massimo Ponzellini, ex numero uno di Bpm viene messo agli arresti domiciliari assieme all’ex braccio destro Antonio Cannalire e a Francesco Corallo, imprenditore che risulterebbe però latitante. A Ponzellini sono contestate presunte tangenti per 5,7 milioni di euro. La vicenda è legata al finanziamento da 148 milioni di euro concesso dalla BPM ad Atlantis World, società offshore controllata da Bplus e di proprietà di Corallo (Gaetano Corallo, padre di Francesco è stato condannato a 7 anni e mezzo per associazione a delinquere).

Novembre 2012 – Milena Gabanelli a Report  illustra le poco ortodosse pratiche di finanziamento in BPM, a favore di società – controllate da Daniela Santanché – “prive di affidabilità bancaria essendo in condizioni di fragilità economico patrimoniale”.

31 maggio 2014 – Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco nelle Considerazioni finali spiega come il presidio del “territorio di riferimento” da parte delle banche può degenerare: “Un’interpretazione fuorviante di questi rapporti può distorcere l’erogazione del credito, mettendo a rischio la solidità dei bilanci bancari e l’allocazione efficiente delle risorse“.

A questo punto giudicate voi il comunicato di Assopopolari dove si legge che “il decreto è ingiustificato e ingiustificabile, gravido di conseguenze negative su risparmio nazionale, credito delle famiglie e pmi“. Ha perfettamente ragione l’ex presidente della Banca Popolare di Milano Roberto Mazzotta, che fu cacciato via dai sindacati insieme all’eccezionale vicepresidente Marco Vitale, per lasciare il posto a Massimo Ponzellini: “Si sarebbe dovuto fare da tanto tempo e non colpisce nulla che dovesse essere già preservato“.

La Banca Popolare di Milano, dopo i rialzi notevoli (grazie al decreto) delle ultime settimane vale circa 0,7 contro i 4 euro di 25 anni (-82%, sic!) fa. Un furto ai danni del mercato da segnare come record mondiale. W le banche popolari!

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I Titoli in Borsa:  Bca Mps | BPM | Banco Popolare | Bca Pop Emil RomagnaUbi Banca

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Beniamino Piccone Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori Insegna Sistema Finanziario presso LIUC Università Cattaneo. Private banker presso Nextam Partners Sgr. Collaboratore di Repubblica, è l'animatore di Faust e il Governatore, apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico. Ha curato il volume di Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (Aragno, 2014) e, con Sandro Gerbi, il volume di Paolo Baffi Parola di Governatore, (Aragno, 2013). http://fausteilgovernatore.blogspot.it/

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